agency

agency 1) in italiano si può dire agenzia, e l’anglicismo si ricombina in innumerevoli locuzioni inglesi soprattutto nell’ambito del lavoro, spesso traducibili con azienda o società, per es. press agency (agenzia di stampa), digital agency (azienda digitale, che opera ne digitale), web agency (agenzia del web, azienda o società di comunicazione della Rete). 2) In ambito sociologico e nelle scienze umane agency viene utilizzato anche con il significato di reattività, capacità di reagire (o di reazione), positività contrapposta a negatività e passività, e circola anche agentività (diffuso, ma non registrato dai dizionari), in altre parole la capacità di un individuo di agire in modo libero in un determinato contesto, es. “la potenza di agire sulla realtà, cambiandola, che i sociologi chiamano agency, contrapponendola all’impotenza di agire o alla ‘non azione’, un po’ come il dualismo fra il giorno e la notte” (Guido Giarelli, Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata”, Rubbettino 2018).

5 commenti su: agency

  • Grazie a Raffaella Baccolini per avere segnalato questo anglicismo e per averne indicato l’uso e il significato in ambito sociologico.

  • Grazie Carla, sono sempre preziosissime e ineccepibili le tue segnalazioni, l’ho inserita nella voce.

  • Da studioso di filosofia, posso confermare che “agentività”, seppure non registrato ufficialmente nei dizionari, viene utilizzato da anni in ambito filosofico. Ne “La mente estesa”, di Giulia Piredda e Michele Di Francesco, in una nota, viene definita così: “Intendiamo con agentività il sentirsi l’autore delle proprie azioni”. Questa definizione è, tuttavia, piuttosto differente da quella sopracitata, che mi sembra quasi più affine a “operosità” o, per rimanere nel gergo filosofico, “attuosità” (coniata dai filosofi italiani attualisti)

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