spread

spread, nel linguaggio economico, in italiano si può dire differenziale, e anche forchetta, forbice (utilizzati con questo significato in statistica e in economia), scarto, divario o differenza tra due tassi di interesse; nell’uso che si è diffuso maggiormente sui mezzi di informazione si riferisce allo spread con i Bund tedeschi, cioè alla differenza di rendimento tra i titoli tedeschi (Bund) presi come parametro di riferimento e quelli italiani (Btp o buoni del tesoro pluriennali), che si può dire anche rapporto, confronto, distanza, intervallo, spettro; nel linguaggio borsistico, l’anglicismo può riferirsi anche ad altri parametri, benché meno diffusi, per es. può indicare lo scarto, il differenziale o il divario tra il prezzo minimo e il prezzo massimo di un titolo nell’arco giornaliero, dunque il margine.

Una risposta a “spread”

  • “Spred bittippì bund”… che cacofonia!
    Invece di questo trio di termini, uno inglese, uno tedesco e uno italiano (sembra l’inizio di una barzelletta), trovo molto più dolce dire: “differenziale italo-tedesco”.

    Per quanto aspro sia questo argomento, che almeno ci accompagni la dolcezza della lingua italiana!

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