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    • Il punto è che da noi mancano gli organi che possano coniare o avvalorare le coniazioni, al contrario di quanto accade in Spagna e in Francia. Quindi chi lo potrebbe fare con successo, senza che rimanga un esercizio di stile infuttuoso? La scienziata Maria Luisa Villa, che si batte per l’italiano come lingua della scienza, a questo proposito sostiene che dovremmo maggiormente legarci alle soluzioni adottate nello spagnolo, che ha un peso internazionale enorme visto che i parlanti sono ben più di 400 milioni nel mondo. E anche Gabriele Valle auspica questa via. Purtoppo è un via non praticata da noi, dove impera l’anglomania su tutti i fronti. Dai mezzi di informazione ai politici, dal mondo del lavoro alla scienza… chi ha il potere di “fare la lingua” veicola l’inglese che considera superiore o più tecnico e si guarda bene dal creare neologismi o alternative.

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