compliance

compliance (lett. adesione o consenso, da to comply = conformarsi, eseguire) 1) in medicina corrisponde alla capacità di adeguamento del volume di un organo (per esempio i polmoni) davanti alla pressione, per cui si può esprimere con elasticità, capacità di dilatazione. 2) In senso lato in italiano si può dire anche adeguamento, adempimento, conformità, ottemperanza, condiscendenza o anche cedevolezza, disponibilità (a collaborare o di collaborazione o a conformarsi), collaborazione, per es. di un paziente nei confronti delle prescrizioni mediche o di un soggetto nell’osservare le regole e le leggi (quindi anche osservanza, aderenza, l’essere ligi o collaborativi, adempimento normativo o legislativo). 3) Nel linguaggio economico la compliance normativa si può dire più chiaramente conformità normativa, cioè a norme, regole o consuetudini. 4) Nel linguaggio tributario, la compliance fiscale, cioè la conformità alle regole fiscali, indica a volte l’adempimento spontaneo del contribuente agli obblighi fiscali spesso sollecitato dall’Agenzia delle Entrate in un’ottica collaborativa, e in altri casi è un dialogo, un accordo preventivo tra contribuenti e Agenzia delle Entrate che permette la correzione di eventuali errori od omissioni nella dichiarazione; (es. dalla stampa: “Legge sulla protezione dei dati: compliance, responsabilità e sanzioni” = adeguamento; “A oggi nessuna azienda è compliance al 100%, neppure i colossi americani” = adempiente; “Agenzia delle Entrate: un provvedimento per la compliance spontanea” = collaborazione; “Fisco: un software per monitorare la compliance” = chi si mette in regola, la regolamentazione; “Prescrizioni mediche: la scarsa compliance. Quando il paziente non prende le medicine” = osservanza).




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