2 commenti su: reading

  • Uno scrittore, vincitore del Premio Strega (!), ha scritto «fare reading». È un’espressione in cui mi sono imbattuto per la prima volta pochi giorni fa. In precedenza non sospettavo neppure che potesse esistere un simile obbrobrio.
    Povera lingua italiana!

  • Qui a Milano, capitale dell’itanglese, si sente spesso, anzi è venduto come una specie di tecnicismo, preferito a “lettura pubblica” che spesso non viene nemmeno naturale. Sul programma della manifestazione dei libri, denominata Bookcity, si trovano gli aperitivi-reading, i reading al buio, i reading teatrali, i walking reading… e chi più ne ha più ne metta! L’importante è dirlo in inglese, a quanto pare.

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