cringe

cringe (decurtazione di cringe making = mettere in imbarazzo) è sempre più spesso usato sulle piattaforme sociali per designare qualcosa di imbarazzante (che provoca disagio, vergogna: un personaggio o una situazione cringe, talvolta con accezione equivalente a → trash). La parola sta cominciando a uscire dall’ambito gergale della Rete per comparire anche sui mezzi di informazione, es. “…la sua abitudine di frequentare donne più giovani e un paragone, al limite del cringe” (Vogue.it, 5/1/ 2020).

10 commenti su: cringe

  • Per descrivere questo particolare tipo di imbarazzo o vergogna, propongo i termini:
    -per procura;
    -empatico;
    -indiretto.

  • Mi permetto di far notare che non si può tradurre con i termini appena suggeriti:
    -raccapezzo;
    -rabbrivido;
    -da rabbrividire.

    Esempio, Tizio fa una brutta figura magari senza neanche rendersene conto; Caio, estraneo alla vicenda, prova quell’imbarazzo che avrebbe dovuto avvertire Tizio. Caio prova vergogna al posto di Tizio.

    Per questo ho suggerito i traducenti:
    -vergogna indiretta;
    -imbarazzo per procura;
    -disagio empatico.

  • Mi pare che l’uso che si sta diffondendo è quello legato a qualcosa di imbarazzante. E mi pare che il disagio o qualcosa di penoso che si prova nell’esere imbarazzati non sia necessariamente legato al sé ma può scaturire anche da comportamenti altrui, può contenere già l’empatia che si prova per gli altri senza doverla specificare. Un personaggio cringe, può dunque essere anche raccapricciante, o da brivido, in senso lato e a seconda del contesto, anche se non è proprio calzantissimo. Aggiungere, per restare più fedeli all’inglese (ma nell’italiano spesso è usato come alternativa a trash, nell’uso, quindi anche di cattivo gusto) per procura e simili è sicuramente utile nelle spiegazioni del significato, lo trovo poco praticabile nella sua discorsività.

  • Ribadisco la proposta di raccapezzo, rabbrivido o da rabbrividire. Sono d’accordo con Antonio che l’uso e’ legato a un qualche cosa di imbarazzante. In particolare, di estremamente imbarazzante, al punto che e’ fisicamente fastidioso tanto da farti contorcere, rizzare i peli o farti venire i brividi alla schiena. Cioe’ un qualche cosa cosi imbarazzante che fa rabbrividire o raccapricciare. ‘To cringe’ letteralmente si traduce con ‘fare una smorfia’. ‘Cringe making’ e’ un qualcosa cosi imbarazzante da farti venire le smorfie, da raccapricciarti.

  • In sostanza, dopo tanti rigiri, trovo ottima la traduzione iniziale di Antonio di cringe=imbarazzante (o estremamente imbarazzante) 🙂

  • – Il cringe di quella situazione (sostantivo);
    – Scena cringe (aggettivo);

    – Il rabbrivido di quella situazione;
    – Scena da rabbrividire;

    – L’imbarazzo di quella situazione;
    – Scena imbarazzante;

    – L’imbarazzo indiretto di quella situazione;
    – Scena indirettamente imbarazzante.

    Personalmente continuo a credere che l’ultima traduzione (da me umilmente proposta) sia la più calzante ma, per combattere la guerra contro l’anglomania, accetto tutte le soluzioni possibili.

LASCIA UN COMMENTO