copyleft

copyleft (lett. un gioco di parole sul modello di copyright – dove right, significa sia destra sia diritto – mentre left è sinistra ma anche lasciato, quindi a diposizione di tutti) è una forma di protezione di un’opera d’autore che prevede la libertà di riproduzione solo in modo gratuito, quindi non per fini commerciali. In italiano si può rendere con espressioni come opera riproducibile gratuitamente, riproducibile non per fini commerciali.

2 commenti su: copyleft

  • Ma no, copyleft non significa assolutamente non commerciale. Esiste una moltitudine di software copyleft commerciale, a partire dal nucleo dei telefonini Android, in vendita in tutti i negozi. Controllare la definizione completa su wikipedia; lì è scritta correttamente:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Copyleft

    L’espressione copyleft (talvolta indicata in italiano con “permesso d’autore”[1]), indica un modello di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Il copyleft può essere applicato ad una moltitudine di opere, che spaziano dal software alle opere letterarie, dai video alle opere musicali, dalle banche dati alle fotografie.

    Nella versione pura e originaria del copyleft (cioè quella riferita all’ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell’opera, nel caso vogliano distribuire l’opera modificata, a farlo sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto l’insieme di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti ad ogni rilascio[2].

    […]

    • Grazie, la questione è molto complessa e mi pare anche cangiante nel tempo e a seconda degli ambiti, che non sono solo informatici; anche la Wikipedia premette: “Ci sono problemi nel dare una definizione al termine ‘copyleft’ per la controversia che lo caratterizza.” Il Devoto Oli riporta: “Libertà di utilizzare, copiare, modificare e distribuire un prodotto d’ingegno, a condizione che ne venga garantita la gratuità.” Anche la Treccani pone l’accento sulla gratuità: “Possibilità di scaricare, condividere, fruire o copiare gratuitamente prodotti multimediali, a condizione che ne sia indicata l’origine, attraverso programmi cosiddetti P2P (peer to peer).” Visto il carattere generalista di questo lavoro mi pare che la definizione e le proposte sostitutive, pur perfettibili o parziali, delineino il tipo “di licenza aperta” o con “permesso d’autore”, e lascerei ogni approfondimento definitorio ai testi specialistici.

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